La prova scritta : l'atto di diritto penale
Anche per la redazione dell’atto giudiziario di diritto penale occorre tenere presenti alcune considerazioni.
In particolare occorrerà:
Individuare l’atto più idoneo
. Fortunatamente, gli atti giudiziari in materia di diritto penale, possibile oggetto di esame, sono veramente pochi: il processo penale, infatti, è essenzialmente orale e le varie richieste vengono formulate dal difensore in udienza. Questo è anche il motivo per il quale, dal punto di vista statistico, impera l’atto d’appello.
Esaminare con attenzione tutte le norme che disciplinano l’atto prescelto
Dovranno essere analizzate le norme che disciplinano la competenza dell’organo giudiziario al quale ci si deve rivolgere e quelle che dispongono in relazione al contenuto dell’atto.
3. Indicare gli elementi necessari per l’individuazione della parte assistita
La parte assistita deve essere esattamente individuata attraverso l’indicazione di: nome, cognome, data di nascita, residenza, domicilio eletto ( ovviamente sostituiti con dei puntini di sospensione).
Andrà anche indicato qual è la posizione assunta dall’assistito nell’ambito del procedimento penale (ad esempio, indagato, imputato, parte civile) e da chi la parte è rappresentata e difesa.
Indicare gli elementi necessari all’individuazione del procedimento penale in cui si inserisce l’atto, del provvedimento impugnato e del giudice che lo ha emesso
Le indicazioni richieste sono essenziali quanto semplici da effettuare. In particolare, è sufficiente fare riferimento al numero attribuito al procedimento nella fase a cui si riferisce l’atto (ad esempio, n. ….. R.G. G.I.P…..), ma è anche ammessa l’indicazione del numero attribuito in fase di indagini preliminari (n. …. R.G.N.R.).
Per quel che concerne il provvedimento impugnato, occorrerà indicare di che tipo di atto si tratta ,quale numero reca , in quale data è stato emesso, oltre l’ufficio giudiziario che si è pronunciato.
Individuare gli elementi favorevoli
L’atto giudiziario è strumento di tutela processuale: occorre, quindi, abbandonare l’obiettività (ma non certo la logica giuridica!) ed esporre, soltanto le ragioni di fatto e di diritto che consentono di tutelare la posizione del proprio assistito. Ricordate: l’atto è assolutamente e solo di parte.
Rielaborare la giurisprudenza favorevole
Le allegazioni giurisprudenziali poste a sostegno della tesi difensiva, , vanno non solo individuate, ma anche spiegate. Allo stesso modo vanno motivate le ragioni messe a fondamento di una richiesta di reiezione della domanda avversa. Questa operazione presuppone un sapiente uso della giurisprudenza, che non deve essere “copiata ed incollata” nell’elaborato, bensì rielaborata in modo armonico e personale, onde evitare di cadere in considerazioni troppe volte contorte e disomogenee.
Utilizzare solo gli elementi di fatto contenuti nella traccia
Nella traccia c’è già tutto ciò che serve allo svolgimento del compito,e dunque non occorre aggiungere ulteriori dati, oltretutto fuorvianti.
Graduare in modo opportuno le domande proposte
La formulazione delle conclusioni costituisce momento essenziale della redazione di ogni atto giudiziario. Esse, infatti, esprimono cosa intendete ottenere dal giudizio, quali sono i provvedimenti richiesti al giudice investito della causa. Ovviamente, il loro contenuto andrà modulato in base alle allegazioni e alle eccezioni dispiegate