Consigli pratici per la redazione di un parere di diritto civile
INDIVIDUAZIONE DEGLI ISTITUTI RILEVANTI
Occorre leggere attentamente la traccia, dare il giusto peso alle parole utilizzatei stare attenti ai periodi incidentali -che spesso chiariscono le idee perché apportano elementi di valutazione intenzionalmente disseminati dall’autore della traccia.
Sia che venga narrata una vera e propria storia o che vi sia un quesito molto stringato, occorre sempre porre particolare attenzione non solo agli elementi di fatto che possono condizionare la soluzione in diritto, ma anche alla esatta individuazione di tutti gli istituti giuridici contenuti nella questione e di come possano incidere sulla soluzione del caso.
TRATTAZIONE DEGLI ISTITUTI GIURIDICI RILEVANTI
Individuato l’istituto rilevante per la soluzione della questione, occorre procedere alla sua trattazione.
Nella stesura di questa prima parte occorre essere né troppo sintetici – perché altrimenti si corre il rischio di sembrare impreparati sull’argomento, né troppo analitici – perché, al contrario, una dissertazione prolissa oltre a scoraggiare ed a stancare chi corregge, può presentare delle contraddizioni al suo interno..
E’ ben possibile che la trattazione di un istituto sia molto più consistente di quella di un altro, e ciò si verifica quando il secondo istituto abbia una più limitata sfera di applicazione, o perché, su di esso, ci sia “poco da dire”.
Nella trattazione dell’istituto rilevante, bisogna essere molto attenti a non uscire “fuori traccia”, cioè bisogna essere aderenti e pertinenti all’oggetto della questione: occorre dunque darne la nozione, la natura giuridica, nonché la sua disciplina – il piu’ delle volte desumibile facilmente dal codice.
LA CONSULTAZIONE DEI CODICI
E’ opportuno prendere la buona abitudine di lavorare solo con i codici: questo sistema è utile non solo perché consente di memorizzare gli argomenti che si trovano nei codici stessi, ma anche e soprattutto per imparare a consultare i codici, operazione sommamente utile all’esame.
Un’attente lettura dei codici consente, fin dal primo momento, di inquadrare l’argomento da trattare nei suoi aspetti fondamentali ed ha importanza non inferiore ad una buona preparazione.
In tutti i codici ufficiali, seppur in diverse edizioni curate dai vari autori, le norme sono integrate da un indice analitico-alfabetico in cui queste sono raggruppate sotto le singole voci relative ai vari istituti e disposte in ordine alfabetico.
Tale indice è di fondamentale importanza per l’elaborazione del materiale di lavoro. Così, ad esempio, nell’indice analitico del codice civile, la voce matrimonio riporta tutti gli articoli del codice che si riferiscono ad esso.
La conoscenza del codice consente, inoltre, di non compiere un inutile sforzo di memorizzazione di tutti gli aspetti della disciplina giuridica che possono essere reperiti nel codice stesso.
GLI ORIENTAMENTI GIURISPRUDENZIALI
Ogni candidato auspica che dell’istituto rilevante conosca delle tesi dottrinarie contrastanti: in tal caso, sarà opportuno citarle, al fine di evidenziare il dissenso tra le tesi, e non limitarsi ad una mera elencazione di teorie, prendendo posizione ed eleggendo una di esse a linea logica interpretativa della questione.
A sdrammatizzare il problema della scelta della mancata conoscenza della dottrina, soccorre il conforto che la soluzione deve avere sempre e comunque dar conto degli orientamenti giurisprudenziali contrastanti.
I codici commentati esclusivamente con la giurisprudenza, unici ammessi al concorso, riportano, articolo per articolo, le massime più importanti espresse dagli organi giurisdizionali (di solito di legittimità) e sono di utilità evidente nella scelta della soluzione da adottare.
E’ opportuno, dunque, indirizzare la propria preparazione attraverso la frequente consultazione e lo studio delle massime riportate nei codici commentati più aggiornati.
Le massime da inserire nel parere a sostegno della soluzione adottata possono essere scelte in basa a diversi criteri.
Innanzitutto occorre ricercare quelle decisioni inerenti al tema che a noi interessa: ad esempio, se ci interessa sapere se un matrimonio contratto dall’incapace sia valido, sarà opportuno cercare un sentenza che risolva specificatamente la questione.
Ove tale ricerca dovesse risultare infruttuosa, un secondo piano di indagine può essere predisposto ricercando delle massime su fattispecie analoghe a quelle centrali della questione, ovvero delle massime da cui si possano evincere valutazioni pertinenti tramite il c. argomento al contrario.
Ma come cercare materialmente le massime?
Alla prima domanda può rispondersi facilmente: a seconda del tipo di indagine, mirata o generica, la ricerca va effettuata tra le massime annotate sotto gli articoli inerenti o al singolo aspetto dell’istituto (quando la ricerca è mirata) ovvero ai principi generali dell’istituto stesso (quando, fallita la ricerca mirata, si rende opportuna la ricerca generica).
Dunque, se sull’argomento si rinvengono mote sentenze concordanti, sarà opportuno citarne solo alcune; mentre se la produzione giurisprudenziale è scarsa o vi è contrasto, non è fuori luogo inserire ed utilizzare altre massime che, anche se non riguardanti propriamente l’argomento in oggetto, si lasciano interpretare in un modo coerente alla soluzione che abbiamo evidenziato con le altre specifiche massime
SOLUZIONI DIFFORMI O APERTE
Talvolta è essenziale, al fine di difendere l’ipotetico assistito, adottare una soluzione difforme dalla giurisprudenza prevalente: ciò è avvenuto, ad esempio, in tema di ammissibilità del contratto preliminare di donazione.
E’ essenziale che il candidato rifletta su tutte le possibili implicazioni derivanti dalla soluzione adottata al fine di verificare che queste non risultino in contrasto con gli elementi di fatto riportati nel quesito.
ALTRI CONSIGLI PRATICI
La buona riuscita della prova scritta dipende anche dalla capacità di ben distribuire il tempo concesso per redigere il parere .
Si consiglia di usare le prime due ore per leggere con attenzione ed analizzare le tracce proposte, scegliendo quella per lo svolgimento della quale ci si sente a più agio. In tale periodo di tempo, una volta inquadrata la fattispecie e risolto il caso, è opportuno redigere uno schema espositivo, ricco di riferimenti normativi, ( dottrinari ?) e giurisprudenziali esposti in ordine logico e consequenziale.
Tale promemoria risulterà utile nelle ore successive, dato che la fatica e l’emozione potrebbero incidere negativamente sulla memoria, ed interessanti spunti maturati nei primi momenti di riflessione rischiano di essere dimenticati e, quindi, non svolti.
Le successive ore devono essere dedicate alla materiale redazione del parere, seguendo come promemoria lo schema riportato.
Si consiglia di svolgere il parere con un linguaggio tecnico ma semplice, senza eccedere in prolissi inquadramenti generali, mantenendo un equilibrio, anche quantitativo, tra la parte dedicata all’introduzione del parere e quella dedicata alla soluzione del quesito.Si consiglia, inoltre, di non trascrivere le norme del codice, ma solo di richiamarle con l’indicazione del numero e del comma.
Le ultime due ore vanno dedicate alla rilettura ed alla copiatura “in bella” del parere.