Introduzione metodologica al parere

Qui di seguito una introduzione metodologica alla redazione del parere, utile ad affrontare in modo sistematico e coerente la sua stesura. I link qui sotto rimandano a consigli pratici.
consigli pratici per il parere di diritto civile
consigli pratici per il parere di diritto penale
Per raggiungere un punteggio sufficiente nella redazione di un parere occorrono due requisiti fondamentali: la capacità di consultare i codici commentati nonché e la dimostrazione di saper affrontare il caso pratico con un ragionamento personale e coerente. Ciò è confermato anche dai criteri di valutazione imposti alle Commissioni:
1) chiarezza, logicità e rigore metodologico nell’esposizione;
2) dimostrazione della concreta capacità di soluzione di specifici problemi giuridici;
3) dimostrazione della conoscenza dei fondamenti teorici degli istituti trattati;
4) dimostrazione della capacità di cogliere eventuali profili di interdisciplinarità;
5) padronanza delle tecniche di persuasione, con riferimento all’atto giudiziario”.
E’ dunque indispensabile esercitarsi nella redazione dei pareri ( ovviamente anche degli atti, per la cui disamina si rimanda all’apposita sezione) al fine di rendere agevole l’individuazone degli istituti giuridici che dovranno essere inseriti nel discorso in modo logico e rigoroso.
Di seguito alcuni consigli su come preparsi nel modo migliore:
- Rilettura, magari serale ecomunque non impegnativa, del manuale universitario di diritto privato e, successivamente, di diritto penale;
- Lettura delle sentenze di legittimità ( scaricabili anche dal nostro sito) dell’anno in corso,in modo da prendere confidenza con i ragionamenti e le motivazioni date dalla giurisprudenza nei casi concreti che, verosimilmente, costituiscono la fonte cui il Ministero accinge per l’elaborazione delle tracce per la prova scritta;
- Scegliere i codici commentati con la sola giurisprudenza – di cui esistono numerose pubblicazioni – tenendo comunque presente che sarà opportuno sostituirli in prossimità dell’esame con le edizioni aggiornat,e che usciranno proprio a ridosso delle date previste per le prove scritte;
- Iniziare da subito a scrivere per esercitarsi nella stesura del parere, curando altresì lo stile ed anche la grafia, affinché il vostro elaborato risulti, per chi legge, redatto in modo fluido ed anche facilmente comprensibile;
Per impostare bene il parere, occorre innanzitutto verificare se vi sia chiesto di indossare le vesti del legale del protagonista della questione o, più raramente, di analizzare gli istituti sottesi alla fattispecie. Nel primo caso, il parere non può che essere di parte, ossia contenente lo sforzo argomentativo per sostenere la (o le)tesi più favorevole al vostro ipotetico Assistito, anche se minoritaria o risalente in giurisprudenza: tuttavia v’è da rilevare, in proposito, la tendenza degli ultimi anni a far coincidere – da parte del Ministero – la soluzione pi favorevole con quella espressa nella produzione giurisprudenziale pi recente.
Nel secondo caso, invece, dovrete redigere un “parere pro veritate” che, redatto in forma più solenne, è dato non nell’interesse esclusivo dell’Assistito, bensì nell’interesse equidistante della Verità ( per questo, negli studi, associati viene firmato dal partner senior). Ne deriva che dovrete apprestare una maggiore cura alla rigorosa logica giuridica, racchiusa in uno stile, per così dire, meno apertamente di parte.
Nell’uno e nell’altro caso, comunque, è fondamentale esprimere il ragionamento sotteso, la logica che vi ha guidato nella scelta o nel rifiuto delle tesi e che è culminata nella soluzione del quesito: troppe volte siamo testimoni di Candidati che, “azzeccata” la sentenza contente la soluzione ( peraltro pacificamente individuata da tutti ed in tutte le sedi d’esame)sono convinti che ciò sia sufficiente per ottenere un punteggio sufficiente , senza considerare che cio’ che più conta è il percorso logico-giuridico seguito. Con questo non vogliamo assolutamente sostenere che la responsabilità della bocciatura è sempre addebitabile ad una carenza del Candidato: sono noti, infatti, le inspiegabili opposte valutazioni date ad elaborati pressoché identici, come pure quel “misterioso” 29 dato senza alcuna correzione o commento ma che, in presenza di altri punteggi appena sufficienti, determina la “non idoneità all’orale” …..Questi, ed altri casi di cui purtroppo dobbiamo dar conto, rappresentano quella “zona d’ombra”o insidia dalla quale ci si puo’ difendere proprio applicando con rigore le tecniche redazionali, affinché nulla - o pochissimo – sia lasciato alla arbitraria valutazione di un elaborato del quale, comunque, è sempre opportuno richiedere una copia. In caso di idoneità della prova, infatti, servirà a prepararvi un discorso su di esso; in caso contrario, vi consentirà di capire (e anche di reagire) eventuali irregolarità o violazioni nella correzione.
Prima di tutto, occorre leggere attentamente e accuratamente la traccia , la quale contiene tutti gli elementi utili all’individuazione degli istituti. Un ottimo sistema per verificare se siete andati fuori traccia o se avete percorso una strada “senza uscita”è testare la resistenza del vostro ragionamento alla luce di ulteriori elementi di fatto non espressamente contemplati, ma frutto della vostra fantasia: se questi, e solo essi, sorreggono il vostro elaborato, purtroppo vi è un errore di valutazione alla base del vostro ragionamento, che dunque va subito abbandonato.
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